Elezioni
Come funzionano le elezioni politiche
Si votano Camera e Senato, non direttamente il Presidente del Consiglio. Il sistema elettorale decide come i voti diventano seggi; la maggioranza si vede dopo, in Parlamento.
In 3 punti
- Si eleggono i parlamentari, non il Governo: il premier nasce dopo, con la fiducia.
- Dal 2022 si eleggono 400 deputati e 200 senatori; si vota a 18 anni per entrambe le Camere.
- Il sistema elettorale vigente è misto: una parte dei seggi è uninominale, una parte proporzionale.
Cosa si vota (e cosa no)
Alle elezioni politiche si rinnovano la Camera e il Senato. Non si vota il Presidente del Consiglio su una scheda con il suo nome da capo dello Stato. Si votano liste e candidati che, se ottengono i seggi, potranno sostenere o far cadere un Governo.
Il Governo si forma dopo: consultazioni al Quirinale, incarico, nomina, fiducia. Per questo un partito può “arrivare primo” e non governare da solo, o una coalizione può governare senza essere stata la più votata in ogni collegio.
Chi vota e quanti seggi ci sono
Sono elettori i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni, per entrambe le Camere. I deputati eletti sono 400, i senatori eletti 200, più i senatori a vita.
La legislatura dura di norma cinque anni. Se le Camere vengono sciolte prima, si torna al voto in anticipo.
Come i voti diventano seggi
Il sistema elettorale non è scritto nella Costituzione nei dettagli: lo decide la legge. Oggi (legge n. 165/2017, il cosiddetto Rosatellum) è un sistema misto:
- circa un terzo dei seggi è assegnato in collegi uninominale (un candidato vince il collegio);
- la parte restante è proporzionale tra le liste, con soglie di accesso;
- si votano anche coalizioni: partiti alleati possono presentarsi insieme e, in certi casi, aiutarsi a superare le soglie.
I dettagli (soglie, riparto estero, pluricandidature) cambiano il risultato. Qui basta la bussola: non è un maggioritario puro e non è un proporzionale puro.
Coalizioni e “chi ha vinto”
Una coalizione è un'alleanza elettorale. Può coincidere con la maggioranza di governo, oppure no: dopo il voto i gruppi possono riallinearsi.
“Ha vinto” può voler dire tre cose diverse:
- ha preso più voti;
- ha più seggi;
- riesce a formare un Governo.
Solo la terza decide chi siede a Palazzo Chigi. Le prime due sono fatti elettorali; la terza è un fatto parlamentare.
Dopo il voto
Si insediano le Camere, si eleggono i presidenti di Camera e Senato, partono le consultazioni. Finché non c'è un Governo con la fiducia, resta in carica (per gli affari correnti) il Governo precedente, come prevede la prassi costituzionale.
Se vuoi seguire una campagna senza perderti: guarda i seggi, non solo le percentuali, e ricorda che il premier non è eletto in via diretta.